Lo spazio come esperienza intima: Aisthesis di Turrell e Irwing

Ho “visitato”, o meglio vissuto, la mostra Aisthesis degli artisti statunitensi Turrell e Irwing a Villa Panza (Varese). Si tratta di lavori sullo spazio che, per realizzarsi compiutamente, richiedono un soggetto che ne faccia esperienza. Bagni di luce e Campi totali ridisegnano le percezioni e i punti di riferimento dell’osservatore che, così, diviene parte dell’opera. Le stanze abitate da fenomeni luminosi apparentemente semplici o da prismi che catturano la luce analizzandola, modificano anche gli spazi interiori del visitatore, che diventa uno sperimentatore. Lo spazio si fa esperienza intima, memoria che si rilegge – è il caso di dirlo – in un’altra luce.
Si tratta anche di un’ esperienza di silenzio – nonostante il brusio di sottofondo della presenza di altri fruitori – perché esperienza dei propri spazi, quelli che ci concediamo e quelli che non pensavamo di avere.
E’ un’esperienza con il senso del tempo che da ritmico si fa privato.

Roden Crater project, è l’opera con cui James Turrell, psicologo gestaltista prima che artista, è conosciuto internazionalmente. Si tratta del più grande progetto di land art del mondo. Collocata in un remoto angolo del Painted Desert (Arizona, USA), l’opera è costituita da 15 ambienti ipogei all’interno di un imponente cratere estinto noto come Roden Crater, dove si fa esperienza della caverna, sia in senso psichico, che filosofico, che immaginariamente antropologico.

Aisthesis
Varese, Villa Panza
Prorogata fino all’8 dicembre 2014

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