Mommy, o della inseparabilità

Il film del geniale e giovane regista Xavier Duval racconta di una madre volitiva che di fronte alle rimostranze del centro di accoglienza per la condotta del figlio sedicenne psicotico- in mensa ha appiccato il fuoco e leso gravemente un compagno – decide di prendersi cura personalmente del figlio. Una decisione coraggiosa e forte, ma anche impulsiva e un po’ onnipotente. In tutta la storia, mai una parola spesa tra madre e figlio sul compagno leso per sempre dalle ustioni. Mai un incitamento alla assunzione delle proprie responsabilità

Il ragazzo prende iniziative seduttive nei confronti della madre, è lui che si fa avanti sia con lei che con la vicina di casa che lo aiuterà a studiare, amica e sostituta simbolica della madre. La madre non si sottrae con decisione ai toccamenti furtivi del figlio, anche sul seno, ma lo fa sorridendo della cosa, incapace di vederne e di fargli vedere la gravità.

Il film racconta dell’esito disastroso e distruttivo della relazione psichicamente incestuosa tra madre e figlio. Molti i baci sulla bocca tra i due, abitudine che troviamo consumata frequentemente anche tra le madri che incontriamo nel nostro quotidiano. La madre psichicamente incestuosa non dà la vita, ma dà la morte: Diane, infatti, si fa chiamare Die, cioè morte.

Quando alla fine, stremata, la donna si separa da lui per lasciarlo in un ospedale dove verrà sedato con scariche elettriche (e si prenderanno “cura” di lui tre figure maschili, non veri padri, ma padri aggressivi), la separazione è talmente traumatica che risulta impossibile senza che ne vada della integrità dei singoli: per questo motivo occorre separarsi per tempo.

La madre, per quanto simbiotica, è una figura calda e che ispira una istintiva e profonda simpatia (così come il figlio), ma nel pieno del naufragio psichico e morale sviluppa una falsa identità, un falso sé “vincente”, cosa che lascia di stucco l’amica e vicina di casa giunta a comunicarle, non senza dolore, del proprio trasferimento altrove a causa del lavoro del marito, e che Die accoglie con un distacco e una freddezza da brivido.  Contemporaneamente, il figlio cerca di scappare lanciandosi contro una vetrata del centro ospedaliero in cui è rinchiuso.
La separazione li ha resi folli, perché troppo tardiva.

Laura Pigozzi

Trailer del film: https://www.youtube.com/watch?v=K-rC2n0QuiY

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