Sotto la pelle dell’orsa

L’ultimo libro di Roberta Mazzanti, Sotto la pelle dell’orsa, torna a un tema a lei caro: il rapporto con la madre sia come differenza generazionale che come  discorso intimo che si dispiega attraverso folgorazioni da lettino d’analisi. Come questa:  l’anoressia è un discorso tra donne. O come questa: la bellezza è paradossale, ci sono facoltà più adatte alla sopravvivenza.

Nume tutelare del libro é l’Orsa consacrata alla silvana Artemide, dea che rappresenta un ideale di purezza nell’adolescenza che, con il calar del velo nell’età matura, mostra il volto crudele che ogni idealizzazione occulta. Artemide, vessillo delle Amazzoni, colpisce con ferocia gli uomini che hanno osato anche solo guardarla. Artemide è Signora delle Bestie, maestra della caccia, protettrice del mondo selvatico,sovrana delle stelle nella forma dell’Orsa Maggiore. Le ragazzine ateniesi passavano un periodo nei boschi sottoponendosi a prove dedicate alla dea Artemide: l’ultima prova era essere inseguite da un’orsa… La dea? La madre? Il futuro sposo? La donna sessuata?  Meglio lasciare aperta la questione.

É sessuata l’Orsa o rappresenta il neutro? Quel neutro cui la ragazza torna quando indietreggia di fronte a una femminilità che per ogni donna é impadroneggiabile: per questo la bellezza é un paradosso; anche le belle ne sanno poco della loro. “Non possiamo fingere di abitare comode nella bellezza, noi donne”, dice l’autrice. Nessuna pelle d’orsa può garantire il compito  complesso della femminilità cui ogni donna – femminile o meno – si trova confrontata. In questa navigazione del femminile, non di rado Scilla e Cariddi sono l’anestesia bulimica del troppo di carne o la sua assenza,”strategia sottile per sfuggire alla vulnerabilità della carne a favore di un’asciutta, neutrale resistenza delle ossa”.
La scrittura della Mazzanti è una vera gioia.

É un libro sul valore della madre e proprio sul valore di ciò che non é scontato abbia valore: il valore di ciò che mai  si vorrebbe ereditare da lei, la sua “stanchezza corrosiva, i continui compiti di rammendo e sostegno agli altri”. Perché, in ogni caso, comunque sia andata per ognuno la vicenda con la propria madre, non si può che trovarsi a dire, con l’autrice: “l’eredita di mia madre è la generosità.”
(Laura Pigozzi)

Roberta Mazzanti
Sotto la pelle dell’orsa
Iacobelli Editore, Roma 2015

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