Dedicato alle donne del Novecento

Emanuela Vavassori, Luci oltre cortina, 2010

Da Emanuela Vavassori, artista a Milano

Inquieta  borghese  assoluta  insofferente ai formalismi  aggressiva  sincera passionale Indipendente Irragionevole  senza mezze misure   carnale  volitiva  Amica  amante  sorella  madre Hai sfidato le regole vivendo nello scandalo  Eroina  vittima  prigioniera del Fascismo  della Resistenza  condannata dal Cattolicesimo e dal Socialismo umanitario Dimenticata Hai indossato pantaloni hai fumato e ballato alle feste In trincea In una casa di piacere  vittima di uomini che non hanno perso tempo a togliersi gli stivali nell’euforia di servire la Patria Hai pensato di essere tu a scegliere  mentre la storia sceglieva per te Sei fuggita dalla realtà della guerra  dalla condanna sociale  per andare incontro al futuro A Parigi  a Londra  a New York Sei fuggita da te stessa  dalla tua gabbia feroce di autocritica  con l’esibizione e lo scandalo Con un colpo di fucile  un forno crematorio  un abbandono  hanno spento i tuoi sensi Nel dramma  sei riuscita ad essere deliziosa nella tua sottoveste di tulle Mi hai lanciato una rosa Baccarat profumata di Arpege  Mito icona  vergine ninfomane per vendetta Scienziata del piacere Hai pagato la grossolana incompetenza e la subdola venerazione della tua intelligenza  per fini non tuoi Mi hai lasciato la chiave ed il coraggio per la mia indipendenza  per liberare il mio spirito inquieto Mi è arrivata la tua eco ed anche il soffio del tuo profumo  che non è solo Chanel Gin e Whisky  Mi hai accarezzata con le tue frivole piume di struzzo  Mi hai lanciato coriandoli e palline di cotone colorato Mi hai ubriacata di bollicine di Dom Perignon Niente ricami  figli e  marmellate Mi hai dato voce  e vita   per morire davvero  Mi hai chiesto di non dimenticarti    di non censurarti ancora  Non lascerò che la nostra luce si affievolisca per poi spegnersi in una vita senza slancio Non cancellerò la complicità con il self control   con l’efficientismo  con il falso bisogno di sicurezza T’incontrerò  ancora    sposterò il confine dell’assoluto  Accetterò  la nostra vulnerabilità  darò spazio alla magia di un’incontro  all’avventura  che è vita  e morte.

(Testo di Emanuela Vavassori letto alla mostra dell’artista alla Galleria Crispi Arte di Piazza San Marco 3/4 di Milano il 30 novembre 2011)

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