Perché Rapsodia

Rapsodia: una rete di incontri e discorsi intorno alla psicanalisi e all’arte che, come in una Rapsodia musicale, fa intendere voci diverse, non necessariamente unisone.

In musica la Rapsodia è una struttura non convenzionale di un brano, in cui non c’è un ritornello – manca cioè una parte principale – ma si susseguono parti musicali diverse.

Così gli interventi  saranno plurivoci, in una polilogia che tolleri i vari stili di cui ogni soggetto è portatore. La Rapsodia è una figura dell’insaturo, del non-Uno.

E’ un inno alla parzialità, alla “parte”, lontana da quel “tutto” che ci fa ammalare sia psichicamente che socialmente.
Fare arte è lavoro dell’inconscio e nell’arte abbiamo voluto includere anche la vocalità, per il suo particolare statuto di après-coup: si sa cosa si è veramente detto solo dopo l’atto vocale. La voce, così vicina al punto di verità del soggetto dell’inconscio, avrà uno spazio speciale in Rapsodia e i vostri interventi audio saranno i benvenuti.
Si lavorerà rapsodicamente, dunque, insieme e distinti.
Un benvenuto a tutti quelli che desidereranno inviare uno scritto, un audio, un video sul tema della psicanalisi e dell’arte, che ci unisce ma che ci fa diversi, singolari, originali.

La Rapsodia in musica

La Rapsodia in Blue di Gershwin è una combinazione di cinque differenti melodie che si alternano in stile jazz, classico e blues. Lo stesso autore la definì un “caleidoscopio” musicale.
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Ma l’inventore di questa forma musicale fu l’ungherese Franz Liszt, l’acrobata del pianoforte, che si ispirò al Verbunkos, una danza popolare fatta di più parti con tempi diversi e creò le famose Rapsodie ungheresi tra il 1846 e il 1853. Data la vita “rapsodica” di List  (amori, fughe romantiche, matrimoni complessi, figli da donne diverse, due dei quali persi, una controversa operazione alla mano per aumentarne l’ampiezza e poter prendere gli ampi intervalli che la sua tecnica virtuosa richiedeva, e che concluse la vita ricevendo gli ordini di abate) non poteva che esserne proprio lui l’inventore.
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In tempi più recenti questa forma compositiva si ritrova nella Bohemian Rhapsody (1975) del celebre gruppo inglese Queen si susseguono un’intro a cappella, una ballade, un solo di chitarra, un passaggio d’opera, una sezione hard rock e ballade finale.
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Herbie Hancock e Lang LangIl 23 maggio alla Scala di Milano il virtuoso Lang Lang e il grandissimo jazzista Herbie Hancock hanno suonato insieme a 4 mani la Rapsodia Ungherese di List nella trascrizione originale per pianoforte del 1847. Io ero presente e questa è una registrazione per studio di quel magico momento.

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